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23 aprile 2015

Consiglio Straordinario sui Trasporti: Qualche buona notizia ma nel complesso un esito debole e insoddisfacente! Alla fine che scelte sono state fatte?

Senza titolo

Dopo aver letto e approfondito le quattro mozioni di indirizzo approvate, Legambiente, l’Associazione Pendolari Stanchi e il Comitato Aeroporto Sostenibile (promotori lo scorso anno dell’iniziativa “Verso gli Stati Generali della Mobilità) si sono confrontati e giudicano, nel complesso, insoddisfacenti i risultati del Consiglio Regionale Straordinario sui Trasporti che si è svolto il 9 Aprile.

A parte alla buona notizia sul fronte dell’Aeroporto che vede il Consiglio, finalmente, rendersi conto dell’impossibilità di continuare a perseguire il progetto originario di scalo commerciale, sul resto ci aspettavamo risposte concrete e una consapevolezza maggiore della assoluta priorità di una nuova e più forte politica dei trasporti.

Innanzitutto ci pare che non sia stato raggiunto l’obiettivo di darsi criteri e linee strategiche complessive capaci di vedere il sistema dei trasporti come un organismo unico (…qual’è) individuando l’obiettivo dell’integrazione infrastrutturale, gestionale e tariffaria dei vari sottosistemi come centrale. L’integrazione è, invece, il cuore di ogni possibile innovazione e miglioramento.

Sul trasporto locale su gomma sarebbe stato necessario, a nostro parere, un maggior approfondimento e scelte di indirizzo più chiare. Bene la necessità di aggiornare il Piano di bacino di traffico che è ormai superato da una realtà sociale e economica in grande mutamento ma con quali criteri strategici? Avremmo preferito che questo lavoro fosse svolto dandosi degli obiettivi chiari: basta guerra fra ferro e gomma, una decisa virata strategica verso la mobilità elettrica (dei mezzi di proprietà pubblica e non), riorganizzazione dei servizi tpl a gestione privata, più politiche di promozione dell’uso del mezzo pubblico e di incentivazione alla conversione elettrica del trasporto privato.

Sul piano della ferrovia l’esito della discussione ci pare ancora più desolante. Non si è parlato in alcun modo dei contenuti del “redigendo” Contratto di Servizio. Non si è capito quale è lo stato della trattativa con lo Stato e con Trenitalia, lo status “reale” dei debiti della Regione nei confronti della stessa (…a parte la dichiarazione di guerra del Presidente Rollandin “non daremo un altro euro a Trenitalia..”), quali condizioni, prescrizioni, obiettivi e vincoli si vorrebbero ottenere con la sottoscrizione del nuovo CS.

A più riprese abbiamo sostenuto che (prima dei Bimodali, prima degli investimenti infrastrutturali e prima delle rivendicazioni…) andava perseguito prioritariamente il passaggio delle competenze e la stipula del Contratto di Servizio. Senza questo fondamentale strumento di relazione e di controllo è, oggettivamente, impossibile migliorare il servizio e l’esperienza quotidiana di migliaia di pendolari e utenti e continueremo ad essere esposti al “ricatto” di Trenitalia sui tagli delle corse che abbiamo subito negli scorsi anni

Ci pare grave che il Consiglio abbia poi avallato, senza una vera discussione di merito, l’accantonamento di fatto (anche se a parole tutti lo vorrebbero fare…) del progetto di elettrificazione della linea e la scelta di impegnare una così grande quantità di risorse per comprare i Bimodali. Soprattutto ci pare inaccettabile, che siano passati in sordina i presupposti per ordinare la chiusura della Aosta – PrèSaintDidier laddove si avvalla, senza aver fatto niente per contrastarlo, il principio di una riparametrazione del servizio di trasporto pubblico ferroviario in base agli utenti. Utenti che sono pochi in relazione, esclusivamente, alla scarsa qualità del servizio e alla mancanza di investimenti seri di promozione e di sviluppo della linea.

Lo stesso ci pare di poter dire sul versante del capitolo autostrade laddove si prende atto di una prospettiva sempre più nefasta di aumento delle tariffe e di sudditanza del soggetto pubblico alle logiche di profitto dei gestori privati.

Certo colpisce il grande consenso avuto dalle quattro mozioni approvate da tutti, ad esclusione dei consiglieri del Movimento Cinque Stelle. Se il futuro che ci si prospetta è quello interlocutorio che emerge dalle mozioni non possiamo che rammaricarci per un’altra occasione persa.

Eppure continuiamo ad essere convinti che il tema meriti decisioni più forti e concrete attraverso una assunzione di responsabilità diretta della nostra comunità e smettendo di rimbalzare su altri colpe e vincoli. Occorre che tutti i soggetti interessati ad uno sviluppo sostenibile e convinti dell’importanza strategica di una mobilità moderna si mobilitino.

Per questo rinnoviamo la proposta di indire gli “Stati Generali della Mobilità”.

Associazione Pendolari Stanchi VdA

Legambiente

Comitato Aeroporto Sostenibile

9 agosto 2012

da La Stampa: L’incidente sull’A5 deve far riflettere

 

 

di MASSIMO GIUGLER Pendolari stanchi Vda, ALESSANDRA PICCIONI Legambiente Vda, PAOLO MENEGHINI Valle Virtuosa, AGOSTINO PETRUZZELLI Utenti ferrovia Chivasso- Aosta

Martedì 24 luglio 2012 attorno alle ore 12, si è verificato, sulla «A5» nel tratto fra Ivrea e Quincinetto (precisamente nei pressi dell’abitato di Baio Dora) un incidente che poteva provocare gravi danni ambientali: un autoarticolato, che trasportava acido nitrico si è rovesciato e 8.000 litri di acido, su 24.000 trasportati, si sono riversati sull’asfalto, danneggiandolo, e sui campi limitrofi, «bruciandoli». A seguito dell’incidente l’autostrada è rimasta chiusa nel tratto Quincinetto-Ivrea in entrambe le direzioni per tutto il pomeriggio. Il traffico da e per la Valle d’Aosta si è così riversato sulla Ss 26 e sulla provinciale 69 causando ingorghi di ogni sorta: basti pensare che il tempo di percorrenza da Donnas a Ivrea o viceversa era di 2- 3 ore! Le code di auto e Tir si sono protratte, ad Ivrea, fino alle ore 22. Quanto avvenuto impone alcune riflessioni: 1) L’incidente è avvenuto poco fuori da un centro abitato: se fosse successo poco dopo avrebbe avuto conseguenze ben più gravi per la salute della popolazione. L’acido nitrico in forma concentrata può causare gravi ustioni per contatto e corrode immediatamente le superfici, come è avvenuto per l’asfalto della A5, che ha dovuto essere rifatto. Pensate cosa sarebbe successo se fosse accaduto nel tratto di A5 che attraversa la città di Aosta o a Hône o se fosse caduto in Dora. 2) E’ stato sufficiente la chiusura dell’autostrada perché tutto si bloccasse con code da Pavone (casello autostradale) fin quasi a Bard. Chi doveva recarsi in Valle o semplicemente tornare a casa dopo il lavoro o ancora raggiungere località turistiche, magari con traghetti o aerei prenotati, ha subìto pesanti ritardi e gravi conseguenze. 3) Tir e automobili si sono buttati sulle strade locali senza alcun raziocinio, con la logica del fai da te. La sensazione era che non ci fosse alcun coordinamento men che meno un piano di emergenza. Non si è pensato a misure quali: blocco dei

Tir, istituzione di un senso unico sulla strada provinciale che da Ivrea corre quasi parallela alla Statale fino a Quincinetto, modificazione del flusso dei semafori, allerta della protezione civile per fornire indicazioni su tempi di percorrenza, soluzioni alternative quali orari treni, nonché, ma qui forse stiamo fantasticando, istituzione di treni speciali, ecc. 4) Questa situazione ha sconvolto la vita di molti paesi, rendendo evidente a tutti la fragilità del nostro sistema viario e, ancor più, di quel sistema arterioso che dovrebbe essere la rete del trasporto pubblico valdostano. Aeroporto non agibile, autostrada chiusa, statale intasata, pullman e mezzi privati fermi. Unica alternativa sarebbe stata la ferrovia. Un simile episodio dovrebbe rilanciare il dibattito sulla necessità di avere una ferrovia efficiente e funzionante, anche per ridurre il rischio incidenti e favorire una mobilità sostenibile. Avrebbe dovuto sollevare, quantomeno, una riflessione sulla sicurezza della più costosa autostrada d’Italia e sui costi ambientali che il trasporto su gomma comporta per una realtà specifica come quella valdostana. Invece, ci pare di notare, che la questione sia stata presto archiviata. Il sistema valdostano dei trasporti non è un problema dei pendolari. Coinvolge tutti e se non lo si ripensa profondamente guardandolo come un insieme unitario si rischia doverlo rimpiangere poi. Come è successo Martedì 24 luglio 2012.