Che visione dei trasporti abbiamo? Il commento del Presidente Massimo Giugler

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“Credo che il punto oramai sia:
che visione dei trasporti abbiamo? Che scenari futuri immaginiamo per la mobilità in Valle d’Aosta? Come vogliamo attrarre turisti e come intendiamo garantire il diritto di mobilità dei valdostani?
L’interpellanza dell’ex assessore regionale ai trasporti e al turismo ci pone davanti a due visioni: una retrograda, ancorata a vecchie logiche, l’altra di prospettiva, che prova ad andare al di là dei semplici dati, a guardare al futuro, ad avere linee di sviluppo e visioni evolutive.
Sembrava giunto il momento di mandare il treno in pensione, dopo anni di onorato servizio, e invece si sta rivelando un mezzo di locomozione intramontabile e, anzi, sempre più all’avanguardia, come dimostrano le innovazioni di materiale e di tracciati che si sono sviluppate in Europa e in Oriente negli ultimi anni.
L’Italia non sta a guardare: nel 2019 in Emilia Romagna entreranno in circolazione treni a Idrogeno, prodotti dalla Alstom nello stabilimento di Savigliano, grazie ad un accordo con il gruppo FS, che prevede la realizzazione di 150 treni per linee regionali non elettrificate.
Sempre più persone scelgono di viaggiare in treno per motivi di economicità, comodità, relax, di scelte ecologiche. Molti turisti prediligono mete in cui ci si possa spostare senza l’auto. Perché non può essere così anche in Vda? Perché non poter andare sul Monte Bianco in treno da Torino, Milano, Firenze, Roma, Napoli?
Crediamo infatti che non solo si debba riaprire l’Ao-PSD, ma che debba essere prolungata alla Sky way, che si debba investire su un adeguato e doveroso restyling delle stazioni, che si debba investire sul materiale rotabile per rendere la linea appetibile e attraente, consona alle bellezze naturali dell’Alta Valle.
RFI si è dichiarata disponibile ad investire, la Regione lo è? E’ chiaro che, nelle condizioni attuali è quasi da masochisti attendere il treno in stazioni semiabbandonate, con la non certezza degli orari e del transito del locomotore, salire su carrozze vetuste a volte troppo fredde a volte troppo calde.
Abbiamo davanti un patrimonio economico, storico, naturalistico: va sfruttato e gestito con intelligenza, in modo che diventi un elemento di attrazione, un fiore all’occhiello per la Valle d’Aosta, in abbinamento alla Sky-way e al tetto d’Europa”

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