Sono morti 23 dei “nostri”. La responsabilità è di tutti!

Senza titoloNon ci sono parole adeguate per descrivere il dolore, la rabbia e lo sconcerto per l’incidente ferroviario di Corato che è costato la vita a 23 pendolari e ferrovieri. Alle famiglie delle vittime, ai feriti e alla regione Puglia ferita così profondamente va tutta la solidarietà dei pendolari valdostani. Non è retorica dire che sentiamo le vittime di questo incidente ferroviario come se fossero “nostre” e che ognuno di noi ha provato, oggi prendendo il treno, una angoscia opprimente immedesimandosi in quei pendolari. Abbiamo aspettato 24 ore per cercare di capire come è possibile, nel 2016, un incidente di queste proporzioni. La verità avrà ancora bisogno di tempo per emergere nella sua interezza ma i particolari che emergono sulle condizioni tecniche della linea, sulla assenza di controlli e sulla difficoltà a scegliere con determinazione le necessarie politiche di sviluppo e  di ammodernamento lasciano affranti. I ritardi della politica e delle istituzioni si sono sommati alla fatalità e, probabilmente, all’errore umano che sono comunque, sempre, dietro l’angolo. Nessuno si senta assolto. Occorre rapidamente una grande operazione sicurezza su tutto il territorio nazionale e contemporaneamente il varo di politiche adeguate di ammodernamento infrastrutturale per scongiurare, in futuro, ogni rischio. SIA CHIARO! In Valle d’Aosta la situazione relativa alla sicurezza è ben diversa e, benché operanti su binario unico, i sistemi di Controllo Marcia Treno sono automatizzati ed efficienti, installati, vale la pena ricordarlo dopo l’inciente mortale di Caluso nel 92.  Abbiamo fiducia nel professionisti di Trenitalia e di RFI che ogni giorno ci assicurano, non senza problemi, un viaggio sicuro. Da noi semmai il paradosso è che una linea, come la AO-PreSaintDidider, “sicura” e dotata di tutte quelle tecnologie che mancavano in Puglia, ma bisognosa dell’ordinaria manutenzione, viene chiusa. Un errore imperdonabile. Ciò detto la mancanza di politiche vere di ammodernamento della ferrovia non può non avere, a lungo termine, conseguenze anche sul piano della sicurezza. Tergiversare, rimandare, confondere, ignorare il problema degli investimenti nella ferrovia è un “peccato capitale” e a nulla vale, da questo punto di vista, aver comprato i “Bimodali” che non risolvono niente sottraendo risorse proprio all’ammodernamento infrastrutturale a differenza di come sta agendo, ad esempio, l’amministrazione di Bolzano.

Proprio per ridare fiato ad una prospettiva di sviluppo e di maggior sicurezza della nostra linea ferroviaria abbiamo raccolto, insieme ad altri, le firme sul disegno di legge di iniziativa popolare che obbliga la Regione ad intervenire con un programma serio di investimenti. Solo così si può tornare a “prendere” il treno sperando che, finalmente, le drammatiche lezioni della vita siano ascoltate e che queste morti non siano vane.

Associazione Pendolari Stanchi Valle d’Aosta

 

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