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13 novembre 2015

NO ALLA CHIUSURA! SI AD UN PIANO DI RILANCIO!

Senza titolo 4PERCHE’ CHIUDERE LA AOSTA – PRE-SAINT-DIDIER?

UN MESE FA ABBIAMO CHIESTO PAROLE CHIARE SONO ARRIVATE SOLO MOSSE TATTICHE PER EVITARE DI ASSUMERSI LA RESPONSABILITA’ DI UNA DECISIONE!

NO ALLA CHIUSURA SI AD UN PIANO DI RILANCIO

Aosta Mercoledì 13 NOVEMBRE 2015

E’ come se il treno della Aosta – Pre-Saint-Didier corresse, senza macchinista, verso un baratro annunciato. Una chiusura di cui non si comprende la natura tecnica o politica, economica o strutturale, effettiva o temporanea.

Da almeno un paio di mesi si vociferava, in più ambienti, della chiusura della tratta….
-Il 14 Ottobre, con un Comunicato Stampa, abbiamo chiesto alla Regione una parola chiara.
-Il 15 Ottobre Trenitalia dichiarava di non aver mai chiesto la chiusura della tratta e, successivamente, ci confermava (e conferma tuttora) di aver predisposto gli adempimenti tecnici per la prosecuzione del servizio.
-Il 16 Ottobre il Presidente Rollandin dichiarava che “L’Aosta – Pré-Saint-Didier è sicuramente un problema. Sono valutazioni che stiamo facendo per l’Aosta – Pré-Saint-Didier, come per tutti gli altri sistemi di trasporto”. In quella stessa sede il Presidente ammetteva, con i giornalisti, che avere una linea di pullman parallela al treno aumentava la problematicità…
-Il 20 Ottobre l’Assessore Marguerettaz: “Oggi come oggi questo servizio va valutato per quello che è, nel momento in cui abbiamo un bilancio che toglie alla Valle d’Aosta 74 milioni di euro….” Anche qui l’Assessore ribadiva che tutti i trasporti sarebbeRO stati soggetti ad una riduzione di risorse.
-Il 4 Novembre la Giunta Regionale deposita la legge di Bilancio in cui il budget del Trasporto Ferroviario viene decurtato del 25% (-6 milioni) mentre quello del trasporto su gomma rimane immutato. L’importo decurtato sembra contenere (ma non esaurire) il minor costo derivante dalla chiusura della linea.
-Il 7 Novembre spunta una lettera di RFI, datata 27 Ottobre, in cui si dichiara l’impossibilità di procedere ai lavori di manutenzione straordinaria della linea e si “propone” alla Regione di sospendere il servizio dal 13 Dicembre adducendo un generico degrado della linea che richiederebbe 15 milioni di investimenti.

Questi i fatti.

Nel giro di un solo mese vengono tolte le risorse a disposizione e si scoprono particolari problemi strutturali di cui nessuno era a conoscenza.

 

QUESTO DOPO CHE PER ANNI ABBIAMO CHIESTO INVESTIMENTI STRUTTURALI, POLITICHE DI INCENTIVAZIONE E DI PROMOZIONE DELL’USO DEL MEZZO PUBBLICO, UNA VERA INTEGRAZIONE TRA TRASPORTO PUBBLICO SU GOMMA E FERROVIA, UNA TARIFFAZIONE INTEGRATA.
DOPO CHE 3200 CITTADINI HANNO CHIESTO NEL 2012 DI NON CHIUDERE E DI INVESTIRE.

DOPO CHE, UN ANNO FA, NEL CONSIGLIO REGIONALE STRAORDINARIO SUI TRASPORTI LA GIUNTA SI ERA IMPEGNATA A PRODURRE UN NUOVO STUDIO DI FATTIBILITÀ PER RILANCIARE IL TRASPORTO FERROVIARIO
DOPO CHE SI E’ PERFEZIONATO IL PASSAGGIO DI COMPETENZE CHE VEDE, ORA, LA REGIONE INTERLOCUTORE UNICO NEI CONFRONTI DEI GESTORI DELLA LINEA E DEL SERVIZIO.

Se la situazione infrastrutturale fosse quella che si lascia intendere saremmo noi i primi a chiedere la chiusura della

linea per preservare gli utenti e i lavoratori che vi operano. Ma qual è la reale situazione? C’è una perizia tecnica degli ingeneri di RFI? Cosa comportano questi degradi su efficenza e sicurezza? Quali priorità bisogna affrontare per prime? Chi ha scelto di non destinare le risorse necessarie a RFI quando in più occasioni le leggi di stabilità e quelle specifiche di settore hanno definito la funzionalità del collegamento ferroviario valdostano come una priorità?

Si determina così, SENZA UN DIBATTITO PUBBLICO, la chiusura di una linea ferroviaria bellissima e bistrattata che potenzialmente potrebbe servire un terzo dei residenti e che è una risorsa per lo sviluppo turistico e per l’innovazione da sfruttare come avviene in Svizzera e in decine di paesi.

VA RICORDATO CHE I PROBLEMI DI MANCANZA DI RISORSE DI CUI SI PARLA ADESSO SONO STATI DETERMINATI DALLA SCELTA, L’ANNO SCORSO, DI DIROTTARE QUELLE STANZIATE DALL’UNIONE EUROPEA PROPRIO PER LA AO – PRE-SAINT- DIDIER, A COPERTURA DELL’ACQUISTO DEI BIMODALI, CHE ENTRERANNO IN SERVIZIO, SENZA RISOLVERE NIENTE, SOLO TRA DIVERSI ANNI.

Il costo di questa scelta sarà altissimo per la Valle d’Aosta che rinuncia ad un pezzo della propria infrastruttura economica e sociale e che sarà costretta a rinunciare all’aggancio con i processi di innovazione europei che vedono nel diritto alla mobilità sostenibile uno dei capisaldi.

DEVE ESSERE CHIARO A TUTTI CHE CHIUDERE OGGI SIGNIFICA CONDANNARCI, QUALORA SI VOLESSE TORNARE INDIETRO, A SBORSARE DIECI VOLTE TANTO SOPPORTANDO NEL FRATTEMPO IL DANNO AMBIENTALE E SOCIALE DI UN TRAFFICO VEICOLARE AUMENTATO E UNA ACCESSIBILITÀ TURISTICA ANCORA PiU’ PRECARIA DELL’ATTUALE.

E’ QUESTO CHE VOGLIAMO?

COME ASSOCIAZIONE PENDOLARI STANCHI CHIEDIAMO CHE SI SOSPENDA PER UN ANNO OGNI AZIONE E CHE SI APRA UN SERIO PERCORSO DI ANALISI DEI PROBLEMI E DELLE CONDIZIONI PER UN PIANO DI RILANCIO DELLA LINEA “PRE- SAINT-DIDIER – AOSTA – CHIVASSO” CHE RAPPRESENTA L’ASSE STRATEGICO E UNITARIO DELLA MOBILITA’ VALDOSTANA.

CHIEDIAMO CHE SI RIPRISTINO LE RISORSE A DISPOSIZIONE DEL TRASPORTO FERROVIARIO NEL BILANCIO REGIONALE.

CHE SI ATTUINO, FINALMENTE, DELLE VERE POLITICHE DI PROMOZIONE E DI SOSTEGNO ALL’USO DEL MEZZO PUBBLICO.

FACCIAMO APPELLO A TUTTE LE FORZE POLITICHE, DI MAGGIORANZA E DI OPPOSIZIONE, AFFINCHÉ DECIDANO CON COERENZA E CORAGGIO, DI FRONTE AD UN PROBLEMA DECISIVO PER IL FUTURO DEL NOSTRO TERRITORIO.

ASSOCIAZIONE PENDOLARI STANCHI VDA