Archive for marzo, 2015

31 marzo 2015

Balocco: «I bimodali valdostani non verranno acquistati con i soldi della lunetta. I fondi servono per ammodernare tratta»

Senza titolodi Vincenzo Iorio

IVREA. «I 27 milioni di euro del vecchio progetto della lunetta di Chivasso non verranno utilizzati dalla regione Valle d’Aosta per l’acquisto dei treni bimodali». Parola di Francesco Balocco, assessore regionale ai Trasporti, a Ivrea venerdì scorso per parlare con sindaci e imprenditori della viabilità del Canavese. «Quei soldi – aggiunge – sono in capo a Rfi (la società che si occupa delle infrastrutture del Gruppo ferrovie dello Stato ndr)- e verranno spesi per ammodernare la tratta Aosta-Ivrea-Chivasso. Per i treni bimodali, come mi ha assicurato non più di un mese fa il collega valdostano Aurelio Marguerettaz, verranno utilizzate esclusivamente risorse della regione valdostana». Nel giugno del 2013, va ricordato, che l’allora Governo Letta con il decreto Fare aveva autorizzato a spostare i 27 milioni dalla lunetta ai bimodali. Ma aveva posto il limite del il limite del 31/12/2013 per la conclusione della gara d’appalto per l’acquisto dei treni.

Come verranno spesi allora quei soldi? «Abbiamo chiesto a Rfi di fare un progetto per l’eliminazione e la chiusura dei tanti passaggi a livello sulla tratta piemontese (37 tra Ivrea e Chivasso ndr)- aggiunge l’assessore Balocco -. Progetto che verrà inserito nel nuovo accordo di programma tra le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta, ormai datato e con progetti non più realizzabili». È questa quindi la priorità per cominciare ad ammodernare la tratta utilizzata quotidianamente da una media di cinquemila pendolari.

«Finalmente abbiamo trovato una visione comune con la Valle d’Aosta – aggiunge ancora Balocco -. C’è un accordo di massima di inserire nel nuovo accordo di programma un raddoppio selettivo tra Ivrea e Chivasso e la realizzazione del piano regolatore generale ferroviario di Chivasso (inserito nella tabella degli investimenti concordati con Rfi) che consentirebbe di spostare le linee del sistema ferroviario metropolitano da Stura a Chivasso con un’elevata frequenza, evitando di fare l’attuale cambio ad Ivrea». Per il raddoppio dei binari tra Ivrea e Chivasso (circa 40 milioni), però, soldi al momento non ci sono. Come non ci sono i venti milioni da investire per velocizzare la linea, i 50 per il raddoppio selettivo dei binari tra Ivrea e Chivasso e gli 88 milioni per l’elettrificazione tra Ivrea e Aosta.

E i 500 milioni di euro visti da qualcuno nella Legge di Stabilità? «Un errore che si è chiarito da tempo – spiega la deputata del Pd Francesca Bonomo -.Purtroppo si è trattato di una svista. Quel mezzo miliardo è in capo a Rfi per opere di ammodernamento dell’intera tratta nazionale».

Quella di venerdì è stata una giornata in «chiave economica», come ha tenuto a precisare Fabrizio Gea, presidente di Confindustria Canavese, che da tempo cerca di fare sinergia insieme a sindaci e Regione sui grandi temi che riguardano lo sviluppo del Canavese. Gea ha portato Balocco e Bonomo dapprima in Alto Canavese, per spiegare loro la necessità della variante sulla strada statale 460 Lombardore-Rivarossa-Front e dell’elettrificazione della tratta ferroviaria, gestita da Gtt, Rivarolo-Pont. Opere, in particolare quelle sulla 460, di cui sul territorio si discute da 20 anni con una serie di progetti (pagati ai professionisti) ma mai realizzati. «Nessuna promessa da parte nostra – ha precisato Bonomo -. La novità è che per la prima volta siamo riusciti a mettere tutti gli attori del Canavese attorno allo stesso tavolo lasciando da parte campanilismi anacronistici. Adesso è importante stabilire delle priorità per questo territorio, avere progetti cantierabili in modo da poter accedere alle poche risorse disponibili».

«La partita competitiva per mantenere le imprese sul territorio e attrarre imprese da altri territori – ha concluso Gea di Confindustria – si gioca tra piattaforme territoriali e le infrastrutture sono un elemento fondamentale per giocare questa partita».

6 marzo 2015

Legambiente e Associazioni dei pendolari: “Incontro Assessori Vda e Piemonte: qualche passo avanti verso la riqualificazione ma si può fare di più!”

Senza titoloIl fatto che i due assessori ai trasporti delle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta si siano finalmente incontrati (a Ivrea, grazie all’invito del sindaco Carlo Della Pepa) il 27 febbraio scorso per affrontare i problemi della ferrovia che collega Torino a Prè St. Didier, rappresenta certamente un passo avanti.

Era uno degli auspici che Legambiente e le Associazioni dei pendolari avevano espresso nel documento inviato ai sindaci piemontesi e valdostani nel novembre scorso, sollecitando la ripresa di una iniziativa territoriale a favore della linea ferroviaria.
Rappresenta un altro passo avanti il fatto che, nel comunicato stampa emesso dagli assessori, venga annunciato che essi intendano lavorare ad un nuovo “Accordo di Programma Quadro” visto che quello attualmente in vigore, firmato nel 2008, era incentrato sull’ormai defunto progetto della lunetta di Chivasso.

Anche l’accenno degli assessori alla obsolescenza dello “Studio Caposio”, che favoleggiava nuovi tracciati in Valle d’Aosta con costi per centinaia di milioni di euro, rappresenta un ulteriore elemento positivo dell’incontro. Al suo posto, molto più seriamente, si parla di intervenire per ridurre il numero dei passaggi a livello.

Ma gli elementi positivi finiscono qua.

Apprendiamo dal comunicato stampa degli assessori che l’unica soluzione per il momento individuata alle “lamentele dei 5.000 pendolari” sarebbe quella dei treni bimodali, una soluzione sbagliata e inefficace, dai tempi biblici, e che soprattutto non è affatto certo che possa andare a buon fine.

Ricordiamo che questa soluzione era stata annunciata dall’assessore ai trasporti valdostano Marguerettaz in occasione del convegno sulla ferrovia svoltosi a Chivasso nel novembre 2011!

Più di tre anni dopo, la situazione che si presenta è la seguente: dopo un iter travagliatissimo, la Regione Valle d’Aosta è riuscita solo nel novembre 2014 ad assegnare la gara per l’acquisto di 5 treni (ma ne servono almeno 8) e però non si sa se i fondi per acquistarli siano ancora disponibili o meno.

Infatti, c’era voluto un decreto del governo per “stornare” 27 milioni dal progetto della “lunetta” di Chivasso all’acquisto dei treni bimodali, ma c’era la condizione di assegnare la gara d’appalto entro il 31/12/2013.

Prima di tutto, quindi, bisognerebbe fare chiarezza su questo aspetto, non certo irrilevante!

Legambiente e le Associazioni dei pendolari nel documento inviato ai sindaci, che alcuni consigli comunali hanno già approvato, avevano indicato altre priorità per la ferrovia, con al primo posto il raddoppio selettivo dei binari da Chivasso a Ivrea, seguito dalla riduzione dei passaggi a livello, il completamento del 4° binario alla stazione di Ivrea, e l’elettrificazione della tratta Ivrea – Aosta.

Inoltre si era avanzata la proposta di organizzare un convegno interregionale coinvolgendo il Governo nazionale.

Di tutto questo non abbiamo trovato traccia nel comunicato degli assessori, che accenna invece al “realismo” per “utilizzare al meglio le risorse disponibili”.

Si può fare di più, anzi, si deve fare di più!

I firmatari:
Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta
Circolo Legambiente “Chivasso”
Circolo Legambiente “Pasquale Cavaliere” di Caluso
Circolo Legambiente “Dora Baltea” di Ivrea
Circolo Legambiente “Valle d’Aosta”
Associazione Utenti Ferrovia Chivasso – Ivrea – Aosta
Associazione Pendolari Stanchi VDA