IL DOCUMENTO APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEL 30/4

Imm Ade 1INTRODUZIONE

L’Associazione Pendolari Stanchi si è costituita nel mese di febbraio del 2012 a fronte della ormai insostenibile situazione del trasporto in Valle d’Aosta che penalizza pesantemente i pendolari che utilizzano per lavoro la ferrovia, le linee pubbliche automobilistiche e l’autostrada e si propone di promuovere il diritto alla mobilità dei cittadini valdostani, di tutelarli e rappresentarli.

ATTIVITA’ SVOLTA

Nel corso del primo anno di attività l’Associazione si è impegnata su più fronti, tutti congruenti con le proprie finalità, tesi a stimolare nella cittadinanza e nell’Amministrazione regionale le opportune riflessioni e le azioni conseguenti per cercare di mitigare e/o risolvere i disservizi che si andavano via via evidenziando. Trattandosi di un’Associazione che svolge la sua attività su base esclusivamente volontaria, per la comunicazione e l’informazione ai soci ed agli organi di informazione ci si è appoggiati prevalentemente al sito web appositamente sviluppato (www.pendolaristanchivda.wordpress.com), sul quale sono stati pubblicati con regolarità i documenti  ed i commenti  ad essi attinenti.

Tra le principali attività svolte, merita ricordare le seguenti:

  • Svolgimento di 4 assemblee in varie località della Valle (Aosta, Verrès, Pont Saint Martin) – volte a sensibilizzare i pendolari sull’attività dell’Associazione, raccogliere suggerimenti e problematiche da parte loro e pubblicizzare le differenti iniziative.
  • Raccolta firme per sollecitare l’Amministrazione regionale alla valorizzazione della tratta ferroviaria AostaPré Saint-Didier e scongiurarne la chiusura. L’Associazione ha inoltre partecipato alle audizioni della Ccommissione consiliare competente, durante le quali ha rimarcato le proprie posizioni sulle questioni del trasporto pubblico in Valle. Le oltre 3.000 firme raccolte hanno portato, nel mese di dicembre 2012, ad una discussione monotematica in Consiglio regionale sul tema dei trasporti in Valle d’Aosta e per il momento l’ipotesi  di chiusura della linea è stata accantonata.
  • Nell’ambito della campagna per la difesa della linea Aosta – Pré-Saint-Didier, organizzazione di una serata,  a Sarre, nel mese di ottobre 2012, con Helmut Moroder, responsabile del progetto di rilancio della linea ferroviaria Merano-Malles in Val Venosta, un esempio di collaborazione tra Pubblica Amministrazione e Trenitalia per il rilancio di una tratta ferroviaria altrimenti destinata alla dismissione.
  • Predisposizione di una piattaforma di proposte sul trasporto pubblico da sottoporre alle forze politiche in lizza per le elezioni politiche dello scorso  24-25 febbraio 2013. La campagna di sensibilizzazione alle problematiche dei pendolari, denominata “tivoto-nontivoto”, ha visto l’Associazione impegnata in alcune tavole rotonde con i partiti che hanno accettato di confrontarsi e di prendere impegni sulla piattaforma proposta.
  • Partecipazione ad un tavolo di lavoro coordinato dall’Amministrazione regionale e aperto anche a Trenitalia, RFI e OO.SS., volto a risolvere le problematiche più urgenti sorte dopo l’introduzione del nuovo orario ferroviario invernale. Per la prima volta l’Associazione è stata invitata ufficialmente dalla Regione a partecipare ad un tavolo di confronto e questo fatto, al di là degli obiettivi specifici trattati, merita di essere sottolineato per gli sviluppi futuri.
  • Campagna di sensibilizzazione sul  costo esorbitante della tratta autostradale Quincinetto-Aosta-Courmayeur e sulla scarsa efficacia delle agevolazioni tariffarie introdotte finora dall’Amministrazione regionale per  favorire una mobilità dei pendolari a costi contenuti lungo questo asse autostradale.
  • Organizzazione di una giornata in treno da Aosta a Prè St. Didier, il 23 giugno scorso, alla quale hanno partecipato una cinquantina di persone. L’iniziativa aveva l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica all’importanza della linea e alle bellezze naturalistiche che attraversa.
  • Dialogo costante con l’Associazione dei pendolari Ivrea-Chivasso, in quanto le problematiche sono contigue e la sinergia non può che rivelarsi proficua.
  • Una serie di comunicati stampa e di interviste tv finalizzate alla denuncia dei disservizi, nonché la consegna della letterina a Babbo Natale.

NUOVE PROSPETTIVE

La gravissima crisi economica che attanaglia il Paese e l’Europa, unita a nuove sensibilità nel campo della mobilità, porta sempre più alla ribalta l’utilizzo del trasporto pubblico nelle sue varie forme (ferro, gomma) tra loro  interconnesse e coordinate. Abbiamo definito la mobilità un diritto, al pari del diritto alla salute, all’istruzione, alla cura, alla socialità, al lavoro. Ambiti in cui non viene eseguito un mero computo economico costi-ricavi, ma dove, invece, la Pubblica Amministrazione effettua degli investimenti atti a garantire il mantenimento del servizio e un adeguato livello di protezione sociale. Crediamo che anche la tutta la mobilità debba rientrare in questo novero di interventi (cosa che già avviene con il trasporto su gomma che prevede il cofinanziamento e la regia dell’Amministrazione Regionale).

Avevamo già scritto come la mobilità sia una questione sociale e come quei territori in cui è presente un efficiente sistema di trasporto pubblico, sono diventati sistemi economici competitivi con un tasso di sviluppo superiore agli altri, dove gli imprenditori vanno ad investire, dove la qualità della vita è migliore e le opportunità (formative, ricreative, lavorative) maggiori. Si aggiunge ora un dato preoccupante per la Valle d’Aosta: i futuri trasferimenti dei Fondi Europei saranno regolati da alcuni parametri, tra cui la presenza di un sistema di trasporto pubblico diffuso ed efficiente, in particolare su rotaia. E’ evidente come, data la situazione attuale dei trasporti in Valle, la nostra regione rischia una drastica riduzione del trasferimento di detti Fondi con impatti decisamente negativi sul sistema economico locale.

La Valle d’Aosta,  negli ultimi 12 mesi, ha visto crescere di molto gli utenti del trasporto pubblico, nonostante il perdurare dei disservizi e delle conseguenti lagnanze. Di contro la congiuntura economica e le politiche intraprese per contrastarla da chi ci governa sembrano indirizzate principalmente verso una riduzione del welfare, e si concretizzano con una stretta sugli investimenti e sul finanziamento del trasporto pubblico locale che si sta facendo ormai drammatica anche in regioni a noi molto vicine (Piemonte), e della quale non tarderemo a sentire anche noi gli effetti, essendo strettamente collegati a quel sistema di trasporti.

Una novità, che incide in modo determinante sulla tratta ferroviaria valdostana, è l’avvio del SFM (Sistema Ferroviario Metropolitano) a Torino, che ha comportato il cambio orari, complice il “nodo di Chivasso”, ma che, se fosse esteso fino a Ivrea, produrrebbe enormi vantaggi anche per i pendolari valdostani. L’estensione del SFM fino alla città eporediese è però subordinata al raddoppio della linea con conseguente elettrificazione della stessa.

L’Associazione, nel continuare a perseguire i propri fini statutari, ha quindi avviato una seria riflessione sulla strada da proporre a chi deve gestire il trasporto in Valle d’Aosta. Da tale riflessione sono emersi i seguenti filoni, che si sviluppano su 2 piani, uno metodologico, uno di contenuto.

Relativamente agli aspetti di metodo l’Associazione ritiene necessario che ci si muova lungo le seguenti direttrici:

  • TRASFERIMENTO DELLE COMPETENZE  La Valle d’Aosta, pur essendo regione a statuto speciale, è l’unica regione italiana a non avere ancora attuato il trasferimento delle competenze dallo Stato in materia di traporto ferroviario. In realtà le cosiddette norme di attuazione in materia tra Stato e Regione esistono da  alcuni anni, ma, in assenza di un accordo di programma,  sono rimaste finora solo sulla carta. Questo fatto si traduce in una assoluta mancanza di potere contrattuale da parte della Regione nei confronti di Trenitalia e di RFI, rispettivamente enti gestori del servizio e dell’infrastruttura. L’Associazione ribadisce che è necessario un impegno politico forte ed urgente da parte della Regione che ci porti al pari delle altre regioni, con la possibilità di gestire gare d’appalto per il servizio pubblico ferroviario ed applicare eventuali penali per i disservizi. La Regione deve smetterla di nascondersi dietro al paravento dello “Stato tiranno” e prendere le redini direttamente del trasporto pubblico ferroviario, che attualmente ci relega ad essere un’isola in mezzo alle Alpi, bella ma irraggiungibile, con gravi ripercussioni per l’economia e la qualità della nostra vita.
  • DIALOGO CON GLI AMMINISTRATORI PIEMONTESI Un’infrastruttura che attraversa, per oltre la metà del suo percorso, il territorio di un’altra regione, non può non prescindere dal dialogo e dalla concertazione con chi governa quel territorio. Ciò al fine di unire le energie e le risorse per progettare interventi di senso che potenzino la linea To-Ao-PSD.
  • Traendo spunto dalla positiva esperienza maturata dall’Associazione nel gruppo di lavoro convocato dall’Amministrazione sugli orari ferroviari invernali, i Pendolari Stanchi vogliono proseguire la loro attività, che da semplice denuncia delle inefficienze e dei disservizi, sta evolvendo verso una forma più responsabile di partecipazione alla costruzione delle scelte nel campo dei trasporti. E’ quindi nostra intenzione chiedere all’Assessorato competente la costituzione di un tavolo permanente di confronto sulle tematiche in oggetto, nel quale, oltre ai Pendolari Stanchi, siano rappresentati i diversi attori, per poter stimolare chi di dovere a risolvere i problemi segnalati, fornendo naturalmente il nostro contributo in termini di competenza ed esperienza.

Rispetto ai contenuti l’Associazione PendolaristanchiVda avanza invece le seguenti proposte:

  • NO ALLE GRANDI OPERE  L’Associazione ha da sempre sostenuto che ciò di cui i pendolari e i cittadini valdostani hanno bisogno è una ferrovia “normale”, vale a dire puntuale, sicura e pulita, a costi contenuti e con tempi di percorrenza che non siano biblici. A fronte di tali esigenze, in questi anni, l’Amministrazione regionale ci ha sempre contrapposto la sua idea di progetti faraonici (Aosta-Martigny), di materiali innovativi e sperimentali (treni bimodali), di interventi di rifacimento completo della Aosta –Torino con nuovo percorso e nuove  gallerie (1 miliardo di euro), e si è dimostrata ben disposta a spendere le risorse pubbliche su progetti già falliti (30 mil. di euro sul trenino di Cogne), destinati al fallimento (aeroporto) o che, per il momento, restano fortunatamente in un cassetto (metrò di Aosta). L’Associazione, per risolvere il problema della rottura di carico a Chivasso ed Ivrea e velocizzare la linea,  ha proposto l’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta, il cui  costo è stato stimato da RFI in 85 milioni di euro, potendo attingere ai 35 milioni già stanziati dallo Stato per la “lunetta di Chivasso”, ma sentendosi sempre rispondere che erano troppi. Alla luce della crisi economica e delle considerazioni prima espresse sulla stretta ai finanziamenti , pur continuando a sostenere l’idea dell’elettrificazione della linea, l’Associazione ritiene che un primo e più rapido mmiglioramento del servizio potrebbe essere attuato attraverso alcune azioni, di impatto economico e realizzativo assai minore rispetto a quanto proposto dalla Regione e tali da non precludere alcuna possibilità di implementazione futura:
  • Raddoppio selettivo di alcuni tratti di binario per permettere un maggior numero di punti di incrocio dei treni sulla linea, attualmente a singolo binario. Questo intervento, che potrebbe essere realizzato senza sospendere l’esercizio della linea, potrebbe essere attuato in tempi relativamente brevi sulle tratte con minori interferenze della linea Ivrea – Aosta e consentirebbe la circolazione contemporanea di un maggior numero di convogli, evitando quindi i tempi morti di attesa dovuti alle necessità di incrocio, oggi così frequenti.
  • Sostituzione del materiale rotabile (ad eccezione dei “Minuetto”), ormai obsoleto e fonte di continui disservizi per fermo-macchina e manutenzione, senza l’acquisto dei cosiddetti treni “bimodali”, sulla cui fornitura,  gestione e manutenzione non si hanno ancora sufficienti garanzie (e i cui costi di omologazione, essendo gli unici in Italia a volerli sperimentare, graverebbero interamente sul casse valdostane).

L’Associazione ritiene  che questi due interventi consentirebbero già  un significativo incremento della qualità del servizio.

  • INNOVAZIONE TECNOLOGICA Gli studi sull’elettrificazione, tanto per citare un esempio, risalgono oramai ad alcuni anni fa. Nel frattempo la ricerca prosegue e nuove tecnologie, in tutti i settori, vengono sperimentate e utilizzate. Occorre pertanto rivedere e verificare quali nuove tecnologie siano oggi utilizzabili sulla nostra linea, sia in termini di materiale rotabile, sia di infrastrutture, al fine di ridurre i tempi di percorrenza e rendere l’utilizzo della linea più efficiente.
  • AMMODERNAMENTO tratta AO-PSD con:

ü   acquisto di locomotori idonei a sopportare le temperature invernali, di carrozze adeguate e capienti nelle ore mattutine e serali;

ü  Aumento dei punti di interscambio;

ü   Costruzione di una stazione “leggera” a Villeneuve in prossimità della scuola media I. Viglino, che funga anche da interscambio per le valli laterali (Val di Rhemes, Valsavarenche, Valgrisenche e per St. Nicolas).

  • INTEGRAZIONE DELLE RETI E DEI SERVIZI  E’ assolutamente necessario evitare la concorrenza tra il trasporto pubblico su ferro e quello su gomma, come invece purtroppo numerosi soci dell’Associazione continuano a segnalare. Il cadenzamento delle corse della ferrovia e delle linee automobilistiche, nonché le rispettive coincidenze, devono essere frutto di una seria pianificazione (Piano del Traffico) che veda un utilizzo prevalente della ferrovia e dell’autostrada lungo l’asse centrale della valle ed una serie di nodi  di interscambio verso le vallate laterali, servite dai pullman.
  • POLITICA TARIFFARIA ADEGUATA L’autostrada più cara d’Italia deve adeguarsi allo standard nazionale delle tariffe medie stabilite da Autostrade per l’Italia, senza rinunciare alla sicurezza, ma ottimizzando sui costi di gestione. Ciò a favore non solo dei pendolari, ma anche dei turisti  e dei beni di consumo che arrivano sul nostro territorio.   Inoltre deve essere introdotto il biglietto unico, già realtà in altre Regioni, che consenta la piena interscambiabilità tra ferrovia, gomma e impianti a fune, con grande vantaggio anche per l’utenza turistica.

Per riuscire in questo ambizioso traguardo lanciamo 2 appelli:

il primo ai cittadini: abbiamo bisogno del sostegno di tutti, non solo dei pendolari. Ricordiamo che la nostra Associazione è apartitica e non ha fini di lucro, bensì si rivolge ad un bene comune che va tutelato e valorizzato, nell’interesse della comunità valdostana;

il secondo al governo che si insedierà dopo le elezioni del 26 maggio: occorre intervenire tempestivamente sulla questione dei trasporti, metterla nelle priorità dell’agenda del nuovo governo, acquisire elementi tecnici ed operativi in modo da poter pianificare azioni e tempi di realizzo nel breve, medio e lungo termine.

Aosta, 30 aprile 2013

Il direttivo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: