BEFANA AMARA

autostrada_24497Nel cesto della Befana solo carbone per i pendolari valdostani. Aumenti a doppia cifra sia per ferrovia , sia per autostrada! Integrazione tra i vari mezzi di trasporto sempre più lontana. Nessuna soluzione per i problemi atavici del nostro sistema che isolano sempre di più la Valle d’Aosta.

La frettolosa stipula del protocollo di intesa fra SAV, RAV e Regione Autonoma Valle d’Aosta, unitamente ai contenuti che esprime, dà la netta sensazione che si sia voluto attenuare l’effetto del terzo consecutivo e ingiustificato aumento della tratta da Quincinetto e Courmayeur.

I media, infatti, si sono buttati molto più sulla notizia della presunta riduzione del 50% per i residenti, che non sul nuovo pesante aumento che incide sulle tasche di tutti, non solo di quei pochi che continuano a utilizzare l’autostrada.

Le due società che gestiscono in concessione dal Ministero dei Trasporti l’autostrada più cara d’Italia hanno ottenuto aumenti 2 o 3 volte superiori a quelli degli altri gestori. Le autostrade più care ottengono un aumento in percentuale ancora più elevato delle altre! Ciò crea un ulteriore divario, in termini di costi per l’utenza, fra le autostrade valdostane e le altre. Ora, infatti, percorrere un km sulla Quincinetto-Ao costa ben 0,19 euro!!!, mentre l’Ao-Courmayeur 0,16 euro. E’ necessario ricordare e sottolineare che, dopo gli aumenti del 1° gennaio 2013, percorrere un km di tratto alpino sulla Modena-Brennero costa 0,072 euro; un km sulla Genova-Livorno (autostrada fatta di viadotti o gallerie, come la Aosta-Courmayuer) costa 0,10 euro.

A voi giudicare. Sicuramente qualcosa non torna: sarà la piccola dimensione delle due SpA valdostane, saranno le economie di scala delle altre, sarà l’esperienza, saranno i compensi agli amministratori, sarà il numero di dipendenti, saranno i perenni lavori di manutenzione….  sarà quel che si vuole, ma sicuramente qualcosa non torna.

RAV e SAV chiedono e ottengono aumenti giustificandosi con gli ingenti investimenti fatti e programmati per la sicurezza e la qualità del servizio autostradale. Ma questi investimenti, tramite le tariffe, ricadono esclusivamente sulle tasche degli utenti: allora ci dicano, con estrema trasparenza, in che consistono questi investimenti! Ci dicano quali sono i loro costi, i dividendi, il progetto industriale, i margini di profitto e i flussi finanziari. Perché non è più accettabile una gestione che non ha nulla di imprenditoriale, senza rischio di impresa, che opera in un regime protetto senza concorrenza e che può praticare i prezzi che vuole perché non ci sono alternative all’uso dell’autostrada! 

Da che mondo è mondo chi paga gli investimenti diviene proprietario di quell’impresa e ha diritto a decidere ed essere informato. O no?

Questione incentivi. 

Come Associazione Pendolari censuriamo il protocollo della Regione per 3 ordini di ragioni:

il primo: l’Ente Pubblico deve incentivare l’uso del mezzo collettivo (sia su gomma, sia su rotaia), non quello privato e ciò per evidenti ragioni ecologiche, economiche, sociali.

Il secondo: non condividiamo la logica del contributo al singolo utente, logica radicata nella cultura e nella politica valdostana, ma in fase di superamento per cause di forza maggiore negli altri settori (crisi finanziaria).

Il terzo e più sostanziale: i pendolari valdostani e non oggi usano molto meno l’auto rispetto anche solo a un anno fa. Basta prendere qualche volta il treno o passare davanti ai parcheggi delle stazioni di Nus, Chatillon, Verrès e PSM per rendersene conto. Ciò in virtù dell’annullamento dei buoni benzina, dell’aumento del carburante, nonché del periodo economico che stiamo attraversando. Tanto meno, se devono viaggiare in auto per recarsi a lavoro, usano l’autostrada. Chi usa l’autostrada lo fa occasionalmente e per urgenze, tipo visite in ospedale a parenti, pratiche da sbrigare in regione, visite o esami medici, tempo libero. Motivi per cui l’uso dell’autostrada avviene per quella volta o per quelle 3-4 volte nell’arco di un mese. Stop. La misura adottata dalle regione non risponde quindi alle esigenze dei valdostani che continueranno a pagare l’autostrada a prezzo pieno, alla faccia del tanto sbandierato sconto del 50%!!!!

Tralasciamo l’astrusità del meccanismo, già evidenziata da altri, che fa sì che difficilmente si possa raggiungere l’agognato sconto del 50%. Se, infatti, percorro 5 o 10 tratte lo sconto è del 20%, se ne percorro 6 o 12 sarà del 33%, se sono 7 o 14 del 42%. Solo se raggiungo il fatidico 8 o suoi multipli e, nota bene, nell’arco di un mese avrò diritto al 50%.

Alla luce dell’abolizione dei cosiddetti buoni benzina, ritenuti inammissibili dall’UE, esprimiamo dubbi sulla liceità di una simile operazione.

Ferrovia

Per non essere da meno anche Trenitalia fa la sua parte: aumentano gli abbonamenti mensili di quasi il 16% (non le corse singole), mentre il servizio rimane invariato con treni in ritardo o soppressi, rottura di carico a Ivrea allungata, orari inadeguati alle esigenze dei pendolari, treni sovraffollati.

Pullman di linea

Unico elemento positivo, nel quadro dei trasporti in Valle, la reintroduzione delle corse soppresse la scorsa estate lungo la tratta Aosta-Ivrea: ciò rende più agevoli i collegamenti soprattutto per i valdostani residenti in Bassa valle con la cittadina eporediese e viceversa. Ma della tanto auspicata integrazione nessuna traccia.

Pur ribadendo che la mobilità è una questione che riguarda tutto il sistema socioeconomico valdostano, occorre sottolineare come l’aumento dei costi di ferrovia e autostrada pesa duramente sulle tasche dei pendolari, mentre il caro autostrada gravita sulle tasche di tutti i cittadini e le imprese, essendo una componente non secondaria per il calcolo del costo del trasporto delle merci, che, per raggiungere la Valle, viaggiano esclusivamente su gomma!

Un’altro sistema è possibile ma è evidente che occorre un cambio radicale di volontà e di strategia.

Massimo Giugler

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