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17 giugno 2012

LaStampa: Ferrovia, il cerino finisce alla Regione Marguerettaz: “Il tagli dipendono dal ministero, non da noi”

 
 
 
 
AOSTA DANIELE  MAMMOLITI
Siamo di certo preoccupati e speriamo che si riescano a trovare soluzioni in tempi rapidi». Massimo Giugler, presidente da un mese dell’associazione Pendolari Stanchi, commenta così la nuova grana scoppiata sulla ferrovia valdostana. Una doccia fredda che è emersa da un carteggio tra Trenitalia e ministero delle Infrastrutture, nella quale l’azienda minaccia il taglio dei servizi di trasporto regionale – a partire già dal 1˚ luglio – come risposta alla riduzione dei trasferimenti nell’ambito del contratto di servizio, scesi dai 23,8 milioni di euro del 2011 ai 19 milioni evocati dall’amministratore delegato della stessa Trenitalia «in base alle informazioni in nostro possesso». Una situazione in cui la Regione pare costretta a giocare un ruolo da spettatrice: «È da chiarire spiega l’assessore ai Trasporti, Aurelio Marguerettaz – che i soldi previsti dal contratto di servizio come corrispettivo per i servizi ferroviari non sono sborsati dalla Regione. Sono trasferimenti che fa lo Stato all’azienda. Quindi il taglio è da imputare al ministero, al quale in effetti Trenitalia si rivolge». Trenitalia, però, ha mandato la stessa lettera «per conoscenza» anche in assessorato: «È così conferma Marguerettaz – ed è evidente che il messaggio tra le righe sia: se lo Stato non vuole pagare ci pensi la Regione». E infatti proprio Trenitalia ha annunciato di aver «dato indicazione alla nostra Direzione regionale di prendere immediato contatto con le strutture della Regione per definire il programma di adeguamento del servizio ponendo la massima attenzione a ridurne il più possibile le conseguenze sull’utenza finale».

Il paradosso è che, mentre in una realtà autonoma come quella valdostana il contratto di servizio è tra azienda e Stato, altrove sono direttamente le Regioni a contrarre le intese con Trenitalia. L’iter per il trasferimento alla Regione della titolarità del servizio è stato avviato e, quando sarà compiuto, il trasporto ferroviario potrà anche essere oggetto di appalto. Come ricorda Marguerettaz, però, la Regione aveva chiesto che il passaggio di funzioni si concludesse dopo una serie di investimenti da parte di Ferrovie dello Stato sulla linea, «ma non ci sono più soldi – dice – e nulla è stato fatto». Secondo Giugler, lo stallo «resta uno dei problemi», perché «in questo modo davvero la Valle rischia di essere solo uno spettatore di quanto viene deciso altrove». Tuttavia Giugler aggiunge: «Da parte dell’amministrazione regionale dovrebbe esserci una maggiore consapevolezza sul fatto che il trasporto pubblico, in particolare quello su rotaia, deve essere considerato una priorità. I dati secondo cui gli utenti della tratta tra Torino e Pré-Saint-Didier sono aumentati dicono molte cose e vanno tenuti in conto. Io spero che prima o poi si decida davvero di investire e che lo si faccia con convinzione».