Da LaStampaVda: Idee incomprensibili sui trasporti pubblici

Come dimostrano i dati e l’esperienza dei pendolari, negli ultimi mesi è notevolmente cre- sciuto l’utilizzo del treno da par- te dei valdostani e degli utenti in generale. In diversi orari non è più un incidente trovare il treno pieno o vederlo riutilizzato da turisti e viaggiatori che da Tori- no o Chivasso scelgono questo mezzo di trasporto con destina- zione Aosta o Pré-St-Didier. Nonostante l’assenza di politiche specifiche il combinato dispo- sto tra crisi e una ritrovata rego- larità dei treni sospinge, come è ovvio, molti nuovi utenti a sce- gliere il trasporto ferroviario. Potrebbero essere molti di più. Certo i problemi non mancano come dimostra l’incredibile vicenda di un gruppo di valdostani che il 12 maggio a Chivasso si so- no trovati costretti a far intervenire i carabinieri per ottenere il di- ritto ad essere riprotetti e raggiungere Aosta. Ma se l’efficienza del servizio deve fare ancora molta strada per poterci dichiarare un paese normale ciò che preoccupa è l’atteggiamento della Regione. In sintesi: l’elettrificazione della tratta Aosta-Ivrea non si può fare per colpa dello Stato che non vuole impegnare risorse; non si possono acquisire le competenze sul servizio in attuazione dello statuto valdostano perché ne di- venteremmo responsabili; non si può ammodernare la Aosta/Pré- St-Didier perché costa e non la prende nessuno; non si può nem- meno tenere così perché entro il 2021 bisogna adeguare le gallerie alle norme sulla sicurezza… La proposta della Regione è smantellare tutto e sostituire il treno con i pullman. Pullman modernissimi, ibridi a guida vincolata e semi computerizzata, che dovrebbero «correre» nello stesso alveo della ferrovia. Costo? 136 milioni di euro e tariffe più che raddoppiate per gli utenti. Li hanno comprati a Bologna, ma non sono mai entrati in servizio. Ciliegina sulla torta… una pista ciclabile affiancata ai pullman che si inerpicherebbe per l’Alta Valle. Ma che senso ha? E’ proprio vero che non ci sono alternative? Vediamo: 1) Le potenzialità di utilizzo delle linee valdostane sono state calcolate dalla Regione in base ai dati del censimento 2001 ovvero durante lo stop imposto dall’alluvione e in pieno regime di «buoni benzina». 2) E’ evidente che se ci fossero serie politiche di incentivazione e di integrazione tra i vari mezzi come il biglietto unico pullman+treno il numero di utenti potrebbe moltiplicarsi. 3) I costi di gestione di un sistema di pullman, come quello descritto, sarebbero sopportabili solo raddoppiando le tariffe a carico degli utenti come si legge nello studio della Regione. 4) I lavori di messa in sicurezza della linea e delle gallerie sulla Aosta/Pré-St-Didier so- no già iniziati per volere di RFI e a giorni inizieranno quelli nella galleria più lunga (la Runaz) ad Avise. 5) I costi dell’ammodernamento (elettrificazione + nuovi treni) sono stimati in 68 milioni di euro spalmati in diversi anni. Allora perché tutto questo fumo? Per- ché la Regione non presenta un serio piano operativo per risolve- re i problemi dei trasporti in Valle d’Aosta? Di cosa parlano Rollandin, Marguerettaz e i maggiorenti di questa disastrosa maggioranza politica quando si trovano a cena? Intanto i pendolari hanno ricominciato a raccogliere firme per salvare la Aosta/ Pré-St-Didier. Ferrovia, aeroporto e autostrada rappresentano una vergogna per la Valle d’Aosta e sono una ipoteca sul nostro futuro. Basta!

FABIO PROTASONI

AOSTA

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