Audizione dell’Associazione presso la IV Commissione. “Salvate la AOPSD!”

Una delegazione del direttivo dell’Associazione PendolariStanchiVDA è stata udita stamattina dalla IV Commissione consiliare presieduta da Diego Empereur.

Nel corso della riunione l’Associazione ha ribadito le proprie perplessità sullo studio dell’ing. Tullio Russo e la contrarietà all’ipotesi di smantellamento della tratta ferroviaria.

L’importanza dell’intero asse ferroviario valdostano è intuitiva. -si legge nel memorandum consegnato alla commissione – “Esso rappresenta il principale canale di trasporto pubblico della nostra regione in grado di connettere l’intera cittadinanza con il resto del paese. Il trasporto ferroviario è per sua natura, infatti, l’unico mezzo di trasporto alla portata di chiunque.” “Lo studio redatto dall’ing. Russo si basa sui dati di mobilità regionale tratti dall’indagine ISTAT del 2001, e parzialmente aggiornati sulla base dei dati Trenitalia del 2007. Tuttavia, preme evidenziare due aspetti importanti: da un lato, il 2001 fu l’anno immediatamente successivo a quello dell’alluvione, che ha comportato grandissimi disagi sull’intera linea ferroviaria, comportando inevitabilmente un calo del suo utilizzo;

dall’altro, tanto nel 2001 quanto nel 2007 i valdostani usufruivano ancora dei buoni benzina, che sostanzialmente dimezzavano loro il costo del carburante. E’ evidente che su queste basi non è possibile calcolare un numero e su questo decidere del futuro della ferrovia”. I pendolari hanno espresso ai commissari la loro preferenza per un ammodernamento della tratta esistente. “Privilegiando l’intervento sul materiale rotabile e limitando al minimo gli interventi sull’infrastruttura, è possibile, a fronte di investimenti non elevati fornire tra Prè Saint Didier e Torino un servizio cadenzato espresso  orario con tempi di percorrenza intorno alle due ore ed un servizio locale con cadenza mezz’oraria.” “Questo è l’obiettivo che si deve perseguire”

L’elettrificazione della linea va indubbiamente inquadrata in un’ottica più ampia di elettrificazione dell’intera tratta Ivrea – Aosta – Pré-Saint-Didier. E’ evidente che, in tal modo, le ottimizzazioni di scala dei costi di investimento sarebbero certamente più consistenti. Analogo ragionamento vale peraltro per l’acquisto di nuovo materiale rotabile e per gli interventi di manutenzione della linea. Appare peraltro notevolmente sovrastimata la cifra indicata dallo studio che somma interventi diversi con priorità diverse e includendo anche alcuni interventi già fatti come quello del sistema di segnalamento che ha appena due anni. In realtà nell’ultimo periodo RFI ha eseguito numerosi miglioramenti “ordinari” della linea rendendo il problema non più relativo ad una “mancanza” ma ad una “insufficienza” di investimenti. Si è, cioè, intervenuto solo sulla manutenzione della linea e non sul suo rilancio e ammodernamento. 

Si potrebbe pensare ad un piano di ammodernamento “per fasi”, strutturato in base alle disponibilità economiche, dando la precedenza agli interventi più modesti ma che comunque apportano una maggior disponibilità del servizio (soppressione dei passaggi a livello), per passare poi a quelli più consistenti, che migliorano il livello del servizio (ammodernamento del materiale rotabile, potenziamento delle stazioni finalizzato ad un aumento del livello di servizio, se ritenuto opportuno, ecc.), il tutto in un’ottica di servizio calibrato sui reali bisogni di mobilità del bacino di utenza in esame.

Un problema rilevante, secondo i pendolari, è anche la questione dei costi di gestione.  Essi potrebbero essere evidentemente sostenuti dall’incremento di utenti dovuti al miglioramento del servizio e alle politiche di mobilità.

I Pendolari hanno sottolineato:  “stiamo parlando di un “servizio pubblico” e che come tale non può esimersi dall’essere sostenuto, come tutti i servizi pubblici, dalla fiscalità generaleOccorre notare che, dallo stesso studio Russo, si può dedurre come ogni altro scenario proposto comporterebbe un aggravio delle tariffe a carico degli utenti. Inoltre va escluso da subito che un trasporto regionale di così grande importanza per il futuro della Valle d’Aosta possa essere derubricato a semplice trasporto intercomunale. Non può essere addossato ai comuni il peso della gestione della AoSPD. 

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