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14 maggio 2012

Gazzetta Matin: FERROVIA / Al via oggi la raccolta firme per salvare la tratta Aosta-Pré Saint Didier «Integrare gomma e rotaia si può»

Cinzia Timpano

AOSTA – Perché ripensare un trasporto pubblico integrato
gommarotaia è possibile. Perché abbattere i costi del
trasporto su gomma, al di là della questione ambientale, è un bene anche per l’amministrazione regionale. Perché anche alla luce del periodo di crisi, è necessario sostenere in un servizio primario come il trasporto, per le fasce più deboli, per gli anziani ma anche per chi ha meno disponibilità economiche, per gli studenti e per coloro i quali il trasporto è vitale per il proprio lavoro e sostentamento. Perché un trasporto pubblico efficiente e conveniente è un diritto di ogni libero cittadino. Sono i tanti perché a sostegno della campagna di raccolta firme per salvare la ferrovia Aosta Pré Saint Didier che sarà avviata proprio questa sera, lunedì 14 maggio, al dopolavoro ferroviario (strada Paravera, Aosta ore 20.45). «Le assemblee organizzate dai pendolari e quella ‘istituzionale’ di Arvier hanno evidenziato il grande interesse dei cittadini per il mantenimento della tratta» – spiega Massimo Giugler, 51 anni, professione psicologo, residente ad Ivrea e al lavoro quotidianamente nostra regione, da qualche settimana nuovo presidente dell’Associazione Pendolari Stanchi valdostani che conta oggi 112 soci. «La necessità di un servizio pubblico efficiente su rotaia è auspicabile ed è possibile soltanto se c’è anche la volontà politica di perseguire questo obiettivo. Ecco il perché della raccolta firme per una petizione da sottoporre all’attenzione del Consiglio regionale per mantenere la tratta come servizio di trasporto pubblico ferroviario», e per il contestuale «immediato progetto esecutivo di ammodernamento». Sì ma la questione sollevata dalla parte politica – che ha presentato uno studio di dismissione e contestuale passaggio di mezzi gommati elettrici con pista ciclabile – riguarda essenzialmente i costi… «I costi possono essere notevolmente ridotti prevedendo la modularità degli interventi,

invogliando gli utenti a servirsi della ferrovia, con una politica di incentivazione, attraverso l’integrazione con il trasporto su gomma da e per le vallate laterali. Penso ad esempio al plesso scolastico di Villeneuve, frequentato ogni giorno da 300-350 tra alunni e docenti; perché non pensare a una tratta ferroviaria ad hoc anziché pensare ai pulman, considerato che la stazione è a un centinaio di metri dalla scuola? Senza contare lo spropositato aumento delle tariffe autostradali, il costo dei carburanti e il vantaggio ambientale derivante dalla linea elettrificata che permetterebbe di valorizzare al meglio le caratteristiche naturali del territorio verso l’alta Valle. Sì perchè siamo convinti – conclude Giugler – che anche una ferrovia adeguata possa trasformarsi in un volàno per la vocazione turistica della nostra regione».

14 maggio 2012

Per arrivare a casa…. bisogna chiamare i Carabinieri!

Gentile Redazione,
sabato 12-5, intorno alle ore 22.25, sono arrivata a Chivasso con treno proveniente da Torino e diretto a Milano. Dovevo, come altre persone presenti sullo stesso convoglio, proseguire per Aosta. Il capotreno, molto sollecito, ha contattato via cellulare i colleghi sulla tratta, per garantirci l’arrivo a destinazione, e ci ha rassicurato. Scesi a Chivasso, si è pure preoccupato di raggrupparci ed affidarci, insieme ad altri viaggiatori diretti ad Ivrea ed Aosta, nelle capaci mani del dirigente di stazione di turno.
Nel giro di poco tempo ci siamo resi amaramente conto di quanto fossero capaci queste mani!
Schematicamente: alle 22.50 ci è stato detto di salire su un convoglio che sarebbe partito alle 23.45(dunque già con 44’ di ritardo rispetto all’orario previsto, le 23.01) per Ivrea, dove avremmo trovato coincidenza; alle 23.30 siamo stati invitati a scendere, per prendere un bus sostitutivo diretto sempre ad Ivrea; alle 24 il bus in effetti è partito, ma i passeggeri diretti in Valle d’Aosta non sono stati fatti salire, perché ad Ivrea la coincidenza era stata soppressa; ci hanno detto che Trenitalia ci pagava il taxi; i taxi, però, erano 2 e solo 8 persone ne hanno potuto usufruire. Alle restanti( una ventina circa), il dirigente in questione ha detto di stare tranquille, poi si è allontanato, spiegando che avrebbe telefonato alla azienda dei taxi per avere corse supplementari. Dopo mezz’ora abbiamo capito che si metteva davvero male, perché il dirigente non si faceva trovare, era in stazione, ma evitava ogni contratto con noi. Intorno alle 00.40, ormai davvero preoccupati, abbiamo letteralmente bloccato una pattuglia dei Carabinieri e chiesto aiuto. Gli agenti ci hanno soccorso. .Hanno fatto le debite pressioni su Trenitalia, avvisando anche la Polfer di Torino della situazione creatasi e sono rimasti con noi fino a quando non sono stati certi dell’arrivo imminente di un bus sostitutivo .Si sono allontanati intorno all’una e venti, con l’accordo che, se il bus non fosse giunto, sarebbero intervenuti in ogni modo per farci arrivare a casa. Il pullman lo abbiamo visto poco prima delle 02.00.Siamo finalmente arrivati ad Aosta intorno alle 04.00, grazie ad un autista che, rinunciando al suo sonno, si è reso disponibile per questo servizio.
Il fatto si commenta da sé. Faccio notare soltanto che alcuni di noi avevano situazioni davvero complicate, una persona anziana era visibilmente sofferente, ma Trenitalia, che aveva soppresso i nostri treni senza preavviso, non si è neppure presa la briga di assisterci. Lo hanno fatto i Carabinieri e l’autista del bus sostitutivo, che mi sento di ringraziare. Tra le persone coinvolte in questo ennesimo disservizio ho notato alcuni turisti, ovviamente rimasti colpiti dal meraviglioso benvenuto offerto dalla nostra Vallée.
E’ tempo di svegliarsi, questa situazione ci danneggia come cittadini ed è fortemente lesiva dell’immagine turistica della Regione. Ormai, purtroppo, chiedere risposte all’Amministrazione Regionale pare utopico, data la sua plateale inerzia in materia. Dobbiamo rivolgerci alla società civile, per esempio ai Pendolari stanchi, che si stanno muovendo per salvare la nostra ferrovia, o quel che ne resta.
Nel frattempo cari cittadini, se restate a piedi….chiamate i carabinieri, che è meglio!
Aosta, 13-5-2012
Alessandra Piccioni-Aosta