Lettera a Gazzetta Matin «Ferrovia: per risolvere i problemi occorrono una strategia e una volontà politica»

Caro direttore,

torno a chiederle ospitalità sulla questione della ferrovia valdostana per esprime alcune considerazioni, che, nello stato di emergenza nella quale viviamo come pendolari in queste settimane rischiano, a mio modo di vedere, di passare in secondo piano. I gravi disagi che dobbiamo subire quotidianamente hanno, come ben sappiamo, diverse cause. Una parte di esse è riconducibile alla cattiva qualità del servizio le cui responsabilità sono tutte e direttamente in carico a Trenitalia. E’ scandaloso, in particolare, come Trenitalia tratta i viaggiatori nell’ordinario e durante le ricorrenti “crisi” del servizio. Nessuna informazione sulle cause e sui tempi di ricupero, procedure sostitutive insufficienti, niente rimborsi ne bonus per non parlare dei sedili distrutti, della sporcizia o delle tolette. Bene ha fatto l’assessore Marguerettaz a chiedere un tavolo di conciliazione nel quale poter mettere mano, con la partecipazione degli utenti, a regole e impegni reciproci. Ma la questione non può risolversi così. La linea è ormai vecchia e, priva dell’elettrificazione che sarebbe necessaria, è scollegata non solo dal circuito nazionale ma anche dalle possibilità di manovra e di gestione che, normalmente, Trenitalia potrebbe avere in qualsiasi altro territorio. E’, infatti, banale ricordare che se un locomotore diesel si guasta può essere sostituito solo da un altro diesel e che la scarsità di materiale rotabile comporta la necessità di avere livelli manutentivi, di quello che c’è, ben più alti del normale. La Regione ha già dichiarato di non voler procedere all’elettrificazione. Perché Trenitalia dovrebbe investire su una linea senza prospettive? Certo i “bimodali” non cambierebbero questa situazione. Oltre a questo, la melina tra Stato, Regione Valle d’Aosta, Regione Piemonte, sugli investimenti da programmare per l’ammodernamento tecnico hanno conseguenze dirette sulla vita dei pendolari. In questo caso

il tempo non è un galantuomo e più si aspetta a prendere decisioni che possano incidere sui nodi strutturali veri e più questi vengono al pettine… I furti di rame, i guasti al sistema elettrico e ai passaggi a livello, sugli scambi sono, evidentemente, causati da un degrado progressivo della efficienza della linea. Allora perché questo continuo rimpallarsi le responsabilità? Perché le istituzioni non prendono una iniziativa vera? L’argomento politico che viene usato (…questo mese) è che il decreto attuativo per il passaggio di competenze sulla ferrovia è fermo per l’ostruzionismo del governo che non vuole impegnarsi sugli investimenti che in quel testo verrebbero previsti. A parte il fatto che in quel testo ci sono proprio gli strumenti che permetterebbero alla Regione di riscrivere il contatto di servizio con Trenitalia senza oneri particolari per lo Stato e che potrebbe benissimo essere attuato per parti ci rimane un dubbio: ci può spiegare la maggioranza regionale che ci governa per quale motivo, dopo le tante parole spese, il presidente Rollandin ha incontrato il premier Monti e non ha speso una sola parola su questo tema? La stessa presidenza della regione nel suo comunicato ufficiale ha fatto l’elenco delle rivendicazioni valdostane… e la ferrovia non c’era. L’assessore ci espone, in ogni dove, il lavoro fatto, i continui contatti con il ministero, le lettere e le prese di posizione ufficiali e non, gli incontri “politici” e “partitici” fatti… Bene. Risultati? Torniamo sempre lì. Per risolvere i problemi della ferrovia valdostana occorre una visione complessiva, una strategia e una volontà politica.
Fabio Protasoni, Ass. Pendolari Stanchi VDA

Caro Protasoni,
siamo proprio nella classica fase di stallo all’italiana. L’assessore Marguerettaz, colpevolmente solo da qualche tempo, ha preso le distanze da Trenitalia, non lesinando forti critiche. Critiche che lasciano il tempo che trovano quando dall’altra parte c’è il classico muro di gomma, della serie: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Proprio per questo motivo, mi sembra inutile riscrivere un contratto di servizio con Trenitalia, se quest’ultima non è in grado (e lo sa bene) di dare garanzie per un utilizzo decoroso della tratta. Ritengo che senza il decreto attuativo di passaggio di consegne poco o nulla, se non le continue proteste ufficiali, possa essere fatto dalla Regione Valle d’Aosta. Il senso di impotenza è forte. Credo che nell’incontro tra il presidente Rollandin e il presidente Monti il tema ferrovia, benché importante, fosse d’importanza marginale rispetto, invece, ai tagli che lo stesso governo ha fatto arrivare sulla testa

dei valdostani come una mannaia. La preoccupazione maggiore del presidnete Rollandin era capire se il governo è ostile alla nostra specialità e se in futuro ci dobbiamo aspettare qualche altra brutta sorpresa. Prendere atto della situazione attuale e conoscere il futuro con maggiori dettagli permette di fare due conti riguardo le risorse a disposizione, per poi poter pensare anche a grandi opere e infrastrutture, ferrovia compresa. E’ brutto da dire, ma senza soldi non si va da nessuna parte. La saluto.  Luca Mercanti

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