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8 novembre 2011

COMUNICATO STAMPA: “I “bimodali” non sono la soluzione ma una toppa costosa”

Aosta Lunedì 7 Novembre 2011.
Il comitato Pendolari Stanchi VDA prende atto dell’impegno del ministro Matteoli per risolvere la questione della tratta ferroviaria Aosta-Ivrea e della volontà di ricercare insieme alla regione Valle d’Aosta e della regione Piemonte una soluzione accettabile.

La soluzione c’è ma non è quella che Marguerettaz e la Bonino sembrano aver definitivamente scelto.

Chissà se il ministro ha dato una occhiata al progetto di elettrificazione, preparato dagli ingegneri di RFI, che la Giunta regionale ha giudicato indefinito nei tempi e nelle risorse e avversato dai comuni valdostani…. Si tratta di 2 Gigabite di materiali, diagrammi e disegni tecnici definiti nei minimi dettagli, con un tempo di realizzazione stimato in 36 mesi e un costo tra gli 80 e i 90 milioni di euro.

Riguardo, poi, alla supposta ostilità dei comuni valdostani si tratta di lettere di osservazioni al progetto in cui tre comuni rilevano la necessità di trovare una collocazione diversa ad alcune delle sottostazioni elettriche di alimentazione della linea. Come tutti sanno la procedura normale in tutte le opere pubbliche è quella di consultare i comuni per trovare, nell’ambito del progetto esecutivo, tutte le soluzioni necessarie. Nel caso specifico le sottostazioni elettriche possono essere spostate dove meglio si crede nel raggio di alcuni chilometri.

La verità è che non si mai è entrato nel merito del progetto di elettrificazione della linea che da solo ci riporterebbe allo stato di normalità.

Si è scelto invece di optare per l’acquisto di almeno una decina di locomotori bimodali che ci permetteranno di arrivare direttamente a Torino ma manterranno inalterato il problema dell’ammodernamento della linea.

Si tratta, in ultima analisi, di un costosissima “toppa” che non risolve il problema vero.

Costosissima perchè si dovranno trovare, secondo noi, almeno 60/70 milioni di euro considerando il costo di una decina di locomotori, le spese di manutenzione e di messa in esercizio e i costi di omologazione.

Qui andranno i soldi rimasti dello stanziamento inizialmente previsto per la Lunetta di Chivasso.
Chi metterà il resto delle risorse necessarie?
Che tempi si prevedono?
Ai comuni valdostani andrà bene di continuare a sorbirsi l’inquinamento derivante da motori diesel?